da l’Arena del 27 Gennaio 2006, pagina 17
Telecamere e Ztl. Il difensore civico mette in guardia i cittadini.
E dice: «Sanzioni seriali? Va rispettato il codice»
Sulla questione delle multe rilevate con le telecamere ai varchi delle zone a traffico limitato del centro storico, interviene adesso il difensore civico Antonio Sambugaro. Le contravvenzioni, intanto, hanno ormai raggiunto quota centomila. Un’enormità.
E sono centinaia le persone raggiunte da multe “seriali” verbalizzate, cioè, più volte nello stesso punto. In alcuni casi, addirittura, nel giro di pochi minuti l’una dall’altra.
Alcune associazioni di difesa dei consumatori, negli ultimi giorni, si sono attivate per promuove ricorsi di massa contro i provvedimenti.
«Sull’argomento», commenta Sambugaro, «si sono espressi un po’ tutti: sindaco, assessori, Consiglio comunale, polizia municipale, associazioni e vari cittadini. Tuttavia rilevo che il numero delle contravvenzioni, nonostante tutto questo gran parlarne, non starebbe calando».
Il difensore civico fa inoltre sapere che sono ancora molti i cittadini che continuano a rivolgersi al suo ufficio per avere informazioni sulla possibilità di presentare ricorso.
«Penso che tutti questi interventi, talvolta discordanti», afferma, «abbiano contribuito a creare nei cittadini delle aspettative o la convinzione che ci possa essere una qualche scappatoia per non pagare le multe, per cui la presenza delle telecamere continua ad essere sottovalutata».
Il difensore civico precisa che in caso di ricorso respinto davanti al prefetto, si deve pagare il doppio della
somma per ogni singola violazione, cosa che non succede se si ricorre al giudice di pace.
«Tra le due alternative è quindi da preferirsi il ricorso al giudice di pace», commenta Sambugaro, il quale ricorda che l’annullamento delle sanzioni da parte della polizia municipale «è possibile solo in caso di palese errore o manifesta infondatezza».
Uno dei motivi di impugnazione è la presunta tardività della notifica oltre il termine dei 150 giorni. «La data che appare sul timbro postale delle raccomandate spesso non corrisponde a quella dell’effettiva consegna alle Poste da parte della polizia municipale, per cui non resta che rivolgersi ad uno degli sportelli “varchi” del Comando vigili per verificare l’effettiva data di consegna.
Devo dire che tra le centinaia di raccomandate sottoposte all’attenzione del mio ufficio, nessuna è risultata essere stata notificata oltre il termine di legge».
Un altro motivo di ricorso è rappresentato dalle “multe seriali”. «A tale proposito», osserva il difensore, «va specificato che in base al codice della strada il trasgressore “soggiace alle sanzioni previste per ogni singola violazione”. Per questi ricorsi, auspico, tuttavia, che il giudice di pace valuti la buona fede del trasgressore e giudichi con una certa tolleranza queste violazioni, così come quella causate da cattiva sincronizzazione degli orologi di chi ha oltrepassato le telecamere un minuto prima o dopo l’orario concesso».
Sambugaro, infine, sottolinea la «regolarità» dell’iter amministrativo per l’installazione delle telecamere, ma assicura di aver caldeggiato «l’opportunità di installare segnali luminosi in tutti i varchi, per eliminare qualsiasi perplessità».
E conclude: «Chi decide di ricorrere dev’essere sicuro di avere valide motivazioni per non correre il rischio di dover pagare ancora di più».