Multe semaforo rosso a Vago di Lavagno

Col rosso non si passa, con il giallo fa attenzione! nemmeno.
Ritorniamo a parlare di multe, dopo le multe della ZTL di Verona, è scoppiato un nuovo caso: le multe a Vago di Lavagno (Verona) per chi passa con il semaforo rosso.
Pare che siano scattate un bel pò di multe tutte per questo motivo, una è arrivata anche in ditta da me e quando sono andato a ritirare la multa all’ufficio postale la signora mi fa: “Queste sono le famose multe de Lavagno!”. Subito non capii, poi ho cominciato oggi a cercare su internet e ho trovato un articolo de l’Arena del 12 agosto 2007 e anche se ne parla sul forum del sito lavagno.it in questa discussione a questo indirizzo
Da l’Arena di domenica 12 agosto 2007, pagina 25
Multe al semaforo, monta la rabbia
LAVAGNO. Un’autentica strage sulla strada regionale 11 a Vago, dove sono installate telecamere che fotografano chi passa con il rosso: tutti in coda all’ufficio dei vigili
«Applichiamo la legge. Inutile fare ricorso»
«Applichiamo solo norme che esistono nel Codice della strada con l’esplicita volontà di tutelare la sicurezza di chisi muove sulla strada. E questo non è un atteggiamento vessatorio nei confronti di nessuno. Anzi…».
Così rispondono insieme a tutte le accuse Andrea Volpe, comandante della polizia locale di LAVAGNO, e Massimo Moro, assessore alla viabilità. «Le apparecchiature installate ai semafori di Vago», precisano, «sono di ultima generazione. Le procedure per la documentazione fotografica e per la verbalizzazione sono gestite direttamente dai vigili come da norma e la ditta realizzatrice dell’impianto riceve una percentuale solo sulle sanzioni effettivamente pagate». «Le notifiche arrivano dopo parecchi mesi», riconosce il comandante, «perché è difficile gestire questa mole di lavoro che, francamente, non ci aspettavamo. Secondo lui, la cosa più saggia da fare è riconoscere il proprio errore e pagare indicando il nome di chi ha commesso l’infrazione. Sconsiglia anche il ricorso al giudice conciliatore per non pagare di più. «L’Amministrazione», precisa, «chiederà un incontro con il loro coordinatore per spiegare il funzionamento delle telecamere di Vago».
Nel frattempo, invita anche i cittadini a mantenere un comportamento corretto quando si confrontano con loro, perché «siamo sempre dei pubblici ufficiali».
Sono tanti, però, 154 euro di multa e sei punti di penalità sulla patente. La legge ammette una scappatoia, almeno per chi può permetterselo: si può non indicare alcun nome a cui sottrarre i punti e pagare, oltre alla multa, altri 254 euro. Così i punti non vengono sottratti. Giustizia? «Questa è la normativa», osserva il comandante Volpe.
«Non vogliamo», interviene Moro, «assolutamente far cassa, ma solo tutelare i cittadini, cioè noi stessi. La sicurezza non ha colore, non è a discrezione e non si può cavalcare ogni malcontento solo perché torna comodo politicamente, come fanno i consiglieri di minoranza».
«Il mio più sincero auspicio», conclude, «è che il Comune non incassi più alcuna multa per le infrazioni rilevate dalle telecamere. Noi amministratori avremmo ottenuto quanto ci prefiggevamo con la loro installazione. Intanto, adopereremo i soldi incassati in opere stradali, secondo ciò che prevede la legge».



